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L'esperimento (fallimentare) di Gustavo III di Svezia per dimostrare i danni del caffè sul corpo umano

Nel XVIII secolo un re svedese cercò di dimostrare che il caffè fa male alla salute. Ordinò a un uomo di bere grandi dosi di caffè ogni giorno, e al suo gemello la stessa quantità di tè, per il resto delle loro vite. Entrambi i gemelli sopravvissero ai dottori incaricati dell'esperimento e al re medesimo.

Pubblicato il 31/01/2020 alle 20:03
Fonte: Wikipedia inglese (link alla fonte principale)
Il caffè arrivò in Svezia intorno al 1674, anche se non fu particolarmente di moda fino al XVIII secolo, quando i più benestanti iniziarono a farne uso.
Nella prima metà del XVIII secolo un editto del Re si scagliò contro l'uso eccessivo del caffè e del tè, e vennero poste tasse pesanti sul consumo di queste bevande. Qualche tempo dopo il caffè venne proibito del tutto, ma il consumo non si fermò ugualmente.

Il Re Gustavo III vedeva il caffè come una minaccia alla salute pubblica, ed era ben determinato a dimostrarne gli effetti negativi sul corpo umano. Ordinò un esperimento per paragonare le conseguenze dell'uso (anzi, dell'abuso) del caffè con quelle del consumo del tè. Vennero selezionati due gemelli, entrambi condannati a morte. La loro pena venne commutata nella prigione a vita, a condizione che i due uomini accettassero di bere tre tazze al giorno. Uno dei due doveva bere caffè, l'altro il tè. Ogni giorno, per il resto delle loro vite.

Due dottori erano stati messi a supervisione dell'esperimento, ma entrambi morirono prima che si potesse trarre qualsiasi conclusione. Il Re venne assassinato nel 1792, e anche lui morì prima di poter vedere i risultati finali dell'esperimento. Che comunque furono del tutto inconcludenti. Il primo gemello a morire fu il bevitore di tè, ma passò a miglior vita ad 83 anni. L'altro visse ancora più a lungo, anche se non si sa con precisione fino a quando.

Gustavo III
Wikimedia // PD


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