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L'incredibile memoria degli elefanti

La memoria di un elefante è così buona che non solo l'animale può riconoscere tutti i membri del suo clan, ma anche tutte le altre creature che gli lasciano un ricordo significativo. Due elefanti che si erano esibiti insieme in un circo per qualche mese si riconobbero quando si incontrarono di nuovo, 23 anni dopo.

Pubblicato il 09/02/2020 alle 20:09
Fonte: Scienceabc.com, Scientific American (link alla fonte principale)
Si dice spesso che gli elefanti non dimenticano mai nulla.
Non è del tutto vero (come non lo è per gli umani), ma è invece sicuro che gli elefanti hanno una memoria superba.
Un elefante ha un cervello molto grosso, il più grande di tra tutti i mammiferi di terra. Inoltre, ha anche un buon quoziente di encefalizzazione, ovvero un buon ammontare di massa cerebrale in relazione alla massa totale del corpo.
Già nel 335 a.C. Aristotele affermava che "di tutti gli animali, l'uomo è quello con il cervello più grande in proporzione alle proprie dimensioni". Si rivelò vero: gli umani hanno un quoziente di encefalizzazione di 7,4-7,8, mentre i delfini si collocano tra il 4 e il 5 e gli elefanti raggiungono i valori di primati come il macaco rhesus e lo scimpanzé, con un QE intorno al 2.
Gli elefanti hanno un ippocampo e una corteccia cerebrale altamente sviluppati: si tratta di aree coinvolte nella memoria e nel problem-solving.
Usando le sue esperienze, un elefante può gestire al meglio diversi tipi di pericoli. Ad esempio, se un esemplare sopravvive a una siccità nell'infanzia, sarà in grado per tutta la vita di percepire le avvisaglie di questo periodo in una particolare area. È proprio per questo che i clan di elefanti con un numero elevato di membri anziani hanno tassi di sopravvivenza più elevati.

Gli elefanti non hanno problemi a riconoscere tutti i membri del clan, e questo li aiuta ad evitare di perdersi in gruppi altrui. Possono richiamare alla mente posti importanti (come quelli che possono costituire fonti di cibo e acqua) anche se non ci sono più passati per anni, o addirittura decenni.
La memoria non è limitata ai membri del proprio clan, ma a ogni creatura che abbia lasciato loro un ricordo significativo. Al The Elephant Sanctuary del Tennessee, ad esempio, un esemplare di nome Jenny si è dimostrato insolitamente sovreccitato nel conoscere una nuova arrivata, Shirley. Era il 1999: facendo qualche ricerca, la fondatrice del rifugio ha scoperto che i due si erano già conosciuti, quando si erano trovati a lavorare per qualche mese per lo stesso circo. 23 anni prima.

Le abilità di riconoscimento non sono limitate agli individui della loro specie: storie di questo tipo sono avvenute anche nei confronti di esseri umani, incontrati anche diversi decenni prima.

L'intelligenza degli elefanti non è limitata alla memoria. Per fare un esempio, queste creature hanno anche delle grandi capacità di comunicazione. Usano diverse posture del corpo e vocalizzazioni per esprimersi.
Hanno anche un'incredibile sensibilità al colore e alla musica. Gli elefanti in cattività hanno mostrato interessi particolari per certi tipi di dipinti, dimostrando di avere anche un gusto artistico personale.

Gli elefanti, così come molte altre creature sulla Terra, meriterebbero decisamente di più da noi esseri umani. Il bracconaggio e la deforestazione sono violenze inaccettabili nei confronti di creature che hanno una sensibilità così spiccata.

Elefanti
Foto di kolibri5 da Pixabay

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