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Il gene che cambia il colore dei gatti siamesi in base alla temperatura del corpo

I gatti siamesi prendono il colore del pelo da un gene la cui espressione è sensibile alla temperatura. Più la parte del corpo è fresca, più il pelo di quell'area diventa scuro.

Pubblicato il 04/09/2019 alle 17:17
Fonte: Catster.com, Wikipedia inglese (link alla fonte principale)
Il colore di un gatto è di solito determinato da un insieme di geni. Alcuni sono responsabili del colore principale della pelliccia, e altri sono modificatori (ad esempio, creano pattern o macchie).
I gatti Siamesi, però, sono un caso particolare. Essi possiedono l'allele di un gene che inibisce il pigmento del pelo in molte zone. Essenzialmente, causa una specie di albinismo.
Il segnale inibitore, però, non è espresso in modo uniforme. Il pigmento è inibito soltanto a partire da temperature che vanno dai 38 ai 39°C (ovvero la temperatura standard del corpo del gatto). Sotto a quella temperatura il colore viene invece espresso regolarmente.
Ci sono zone del corpo del gatto che sono effettivamente più fresche: orecchie, zampe, coda. Si può notare, in quelle zone, che molti siamesi hanno colori molto diversi.

I gatti siamesi nascono più chiari, e scuriscono con il tempo. Questo è dovuto al fatto che, nel grembo materno, il cucciolo è tenuto particolarmente al caldo. Quando nasce le estremità iniziano a raffreddarsi, insieme al muso. Il muso è più fresco del resto del corpo grazie alle cavità nasali, che sono responsabili di un abbassamento di temperatura sufficiente ad evitare l'inibizione del pigmento.

Oltre ai siamesi, anche il gatto Burmese ha un gene simile, ma più "pigro". Questo risulta in un contrasto molto meno marcato tra diverse zone del pelo.

Gatto siamese
Pixabay
Gatto siamese
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