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Charles Dickens: l'autore che appassionava anche chi non sapeva leggere

I romanzi di Charles Dickens erano molto popolari anche tra i poveri non letterati. Facevano collette per comprare gli episodi mensili, e per assumere un lettore, e si riunivano per ascoltare le storie tutti insieme.

Pubblicato il 27/01/2020 alle 21:01
Fonte: Wikipedia inglese (link alla fonte principale)
Charles Dickens è uno degli autori più famosi della storia inglese, e molti lo considerano il più grande romanziere dell'età Vittoriana.
I suoi romanzi ebbero una popolarità senza precedenti, e ancora oggi viene letto da moltissime persone.

Nato a Portsmouth, Dickens dovette abbandonare la scuola presto, per lavorare in fabbrica, perché suo padre venne messo in prigione per debiti (un'esperienza, questa, che avrebbe poi riportato in David Copperfield, uno dei suoi romanzi più autobiografici). Nonostante la mancanza di educazione, scrisse 15 romanzi, cinque novelle, centinaia di racconti brevi e molto altro.

Il successo letterario di Dickens iniziò nel 1836, con Il Circolo Pickwick. Entro pochi anni, l'autore era una vera e propria celebrità, famoso per il suo humor e per la sua critica sociale.
Un elemento innovativo dei suoi romanzi fu che vennero pubblicati in cosiddetti instalments, una sorta di "episodi" settimanali, o mensili. Dickens sdoganò, insomma, la pubblicazione seriale della fiction narrativa: questa divenne poi quella dominante per tutta l'età Vittoriana.
La pubblicazione seriale permetteva di lasciare i lettori con il fiato sospeso, tra una settimana e l'altra (o un mese e l'altro), ma anche di valutare in tempo reale la reazione del pubblico. È noto che Dickens apportò alcune modifiche a trame e personaggi in base a questi feedback.
Per dare un'idea di quanto la gente fosse appassionata dei suoi scritti, basta pensare che quando The Old Curiosity Shop era in uscita, i fan americani si affollavano sui porti di New York, gridando all'equipaggio delle navi britanniche in arrivo: "è morto il piccolo Nell?"
Anche gli illetterati poveri erano fan di Dickens: a quanto pare, facevano collette di halfpennies (1/480 di una sterlina nel sistema pre-decimale britannico) per assumere un "lettore", ogni mese. Questo spinse nuove classi di lettori ad emergere anche nelle classi più umili.
Non è affatto sorprendente: Dickens si batteva a fianco dei più poveri, evidenziando i loro estremi disagi e le loro sofferenze nell'Inghilterra del primo XIX secolo. "Era un simpatizzante dei poveri, dei sofferenti e degli oppressi" recitava un suo epitaffio funebre. "con la sua morte, uno dei più grandi scrittori d'Inghilterra viene sottratto al mondo".


La critica sociale di Dickens


I romanzi di Charles Dickens erano lavori di critica sociale. Era accanito oppositore della povertà e della stratificazione sociale della società Vittoriana.
Il suo secondo romanzo, Oliver Twist, scandalizzò i lettori con le sue immagini di povertà e di crimine. Sfidava le polemiche dei borghesi sulla criminalità, rendendo impossibile qualsiasi pretesa di ignoranza su ciò che la povertà comportava. La sua opera ebbe un effetto che, molti decenni dopo, gli psicologi sociali avrebbero descritto come contatto parasociale. Conoscere una realtà, nonché avere la possibilità di identificarsi con chi vi appartiene, riduce sensibilmente il pregiudizio.
Dickens cambiò l'opinione pubblica per quanto riguardava le disuguaglianze sociali. Descrisse lo sfruttamento e l'oppressione dei poveri, e condannò i pubblici officiali e le istituzioni che tolleravano o incoraggiavano questi abusi.


Gli scritti di Charles Dickens ispirarono altri, tra cui soprattutto giornalisti e politici, a combattere i problemi relativi alle disuguaglianze di classe. Karl Marx scrisse che Dickens "mise al mondo più verità politiche e sociali di quante non ne abbiano proferite tutti i politici messi insieme"



Charles Dickens
Il sogno di Dickens di  Robert William Buss
Il sogno di Dickens di Robert William Buss




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